Benvenuti in “FERRI IN CAMPO”, lo spazio dedicato alla nostra community dove la parola passa direttamente a chi, ogni giorno, lavora con passione utilizzando le attrezzature FERRI.
Per questa edizione, abbiamo selezionato la testimonianza di Andrea Cordola, professionista di Sant’Ambrogio di Torino. Andrea, che opera in contesti variegati dalle pianure alle pendenze montane, ci racconta della sua evoluzione tecnologica: l’adozione della decespugliatrice idraulica TKD Power dopo anni di utilizzo della decespugliatrice TP 48.
In questa intervista, scopriamo come il joystick proporzionale, l’impianto a pistoni a circuito chiuso e l’ergonomia delle soluzioni FERRI abbiano migliorato la fluidità e il comfort della sua attività quotidiana.
Da quanto tempo utilizza attrezzature FERRI e cosa l’ha spinta a scegliere nuovamente il nostro marchio per il suo ultimo acquisto (decespugliatrice idraulica TKD Power)?
Utilizzo attrezzature Ferri da circa 8 anni . In principio con un braccio decespigliatore serie TP che non mi ha mai dato problemi e per questo ho voluto rimanere sul marchio Ferri anche per il Braccio TKD
Lei opera in contesti diversi, dalle strade di pianura a quelle di montagna: quali sono le caratteristiche della decespugliatrice idraulica TKD Power che fanno la differenza in termini di precisione e produttività durante le sue giornate di lavoro?
Ho notato differenza di prestazioni oltre la comodità di lavoro; le pompe a pistoni montate sul braccio TKD offrono eccellenti velocità di lavoro con elevata potenza anche con erba alta e materiale molto spesso. Oltretutto la possibilità di avanzamento del braccio lo rende molto comodo ma si può lavorare in posizione normale ( non avanzata) per riuscire a operare anche in spazi ristretti senza che ci siano interferenze con la cabina.
Rispetto alla serie TP, quanto hanno influito i comandi con joystick proporzionale e le pompe a pistoni sul comfort e sulla fluidità delle operazioni?
Direi ormai un “must” il joystick in quanto si ha una precisione impareggiabile e una comodità che a fine giornata lavorativa di nota decisamente rispetto a i comandi a leve. Una volta che si prova il joystick difficilmente si pensa a riutilizzare un braccio con le leve.
C’è una sfida o un lavoro particolare che ha affrontato con la sua attrezzatura FERRI di cui va particolarmente orgoglioso?
La sfida che accomuna tutti gli operatori che lavorano in questo settore è sicuramente quella di lasciare un bordo strada il più pulito possibile da erba e ramaglie anche quando ci sono numerosi ostacoli come pietre o ceppi di legno sulla banchina, con la testata avanzata e i comandi proporzionali sul joystick direi che si parte avvantaggiati.
Se dovesse descrivere la sua esperienza con FERRI in tre parole, quali sceglierebbe?
Potenza, precisione e velocità.